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Assenze dal lavoro: nel 2020 previsto il boom dei malati di stress
17.02.2020

Sono numerosi gli studi realizzati che dimostrano la relazione fra qualità dell’aria e assenteismo

Sono numerosi gli studi realizzati che dimostrano la relazione fra qualità dell’aria e assenteismo. La Conferenza internazionale Ioha, organizzata nel 2010 dall’Associazione italiana degli igienisti industriali (Aidii), insieme a INAIL ed ex Ispesl, prevedeva già che nel 2020 si sarebbe verificato un “boom” di assenteismo a causa dello stress lavorativo, dato confermato anche dall’OMS.

Come ha illustrato Giovanni Battista Bartolucci, professore ordinario di Medicina del lavoro all’università di Padova, «il problema principale è legato all’organizzazione del lavoro, alla capacità del management aziendale di garantire le condizioni ottimali per tutti i lavoratori e di favorire la reale collaborazione».

Quanto alla salute nei luoghi di lavoro, come denuncia Domenico Cavallo, vicepredente Aidii, «le persone, tra ufficio e casa, trascorrono il 90% del tempo in ambienti confinati e solo il 10% all’aperto. Eppure, mentre viene monitorato l’ambiente di vita esterno, anche con blocchi del traffico, si trascura quello interno, più a rischio, perché dato dalla somma dell’aria esterna “arricchita” da altri fattori in ambienti confinanti».

I rischi da ufficio

L’ufficio più essere, per alcuni aspetti, un luogo carico di insidie. Tra i rischi più comuni, sempre secondo Cavallo, anche «i toner delle stampanti – che vanno manipolati da esperti e in ambienti ben ventilati –, gli inchiostri, i sistemi di digitalizzazione delle immagini, i rivestimenti degli immobili. Meglio destinare ambienti dedicati per stampanti e fotocopiatrici, far rispettare il divieto di fumare».

I sintomi rivelatori

Ma come si manifesta il malessere al lavoro? Irritazione degli occhi, raucedine, stanchezza fisica, difficoltà di concentrazione sono alcuni dei segnali rivelatori. «Un insieme di sintomi aspecifici», precisa ancora il vicepresidente Aidii, denominati “sick building syndrome”, ossia sindrome dell’edificio malato, riscontrata almeno nel 60% degli occupanti».

Esistono, inoltre, anche le febbri per scarsa manutenzione dell’impianto di condizionamento, oppure la classica “legionellosi”, ossia “la malattia del legionario”, dovuta allo sviluppo di un batterio gram-negativo nel condizionatore che viene diffuso provocando una polmonite batterica difficile da diagnosticare e da curare”.

Da qui un sistema di regole – analizzato nel corso della conferenza – da seguire per una corretta salute all’interno di ogni ambiente domestico (e, dunque, valido anche per gli uffici): far ricambiare giornalmente l’aria durante le pulizie – anche quando fa molto freddo – e usare sistemi di aspirazione con filtri ad alta efficacia, per non reimmetere  nell’ambiente le particelle depositate sulle superfici.

Come aumentare le performance cognitive

AirQM propone soluzioni di filtrazione ad alta efficienza che consentono di migliorare la condizioni lavorative perciò ridurre l’assenteismo e aumentare le performance cognitive dei collaboratori.