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Lo studio dell’OMS sulle condizioni dell’ambiente indoor nelle scuole
18.07.2016

In molti dei paesi europei i bambini frequentano ambienti scolastici in cui si riscontrano umidità, muffa, temperature non adeguate, scarsa ventilazione e servizi igienici mal funzionanti

Nel 2010, la “Quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute”, tenutasi in Italia, ha adottato la “Dichiarazione di Parma su ambiente e salute”, tra i cui obiettivi c’è anche quello di la tutelare la salute e prevenire le malattie infantili attraverso il miglioramento dell’ambiente indoor di scuole e asili.

In molti dei 53 paesi della Regione europea dell’OMS i bambini frequentano ambienti scolastici in cui si riscontrano umidità, muffa, temperature non adeguate, scarsa ventilazione e servizi igienici mal funzionanti, tutti fattori che possono contribuire all’assenteismo scolastico e far insorgere malattie respiratorie, riducendo inoltre il benessere psico-fisico e il rendimento scolastico degli alunni. Il rapporto dell’OMS “School environment: policies and current status” riassume i dati raccolti nel corso di recenti indagini di livello sia internazionale – condotte da OMS e UE – che nazionale, volte a indagare sulle politiche di miglioramento dell’ambiente scolastico o a valutare le esposizioni a rischi ambientali nelle scuole.

La principale fonte di dati per l’elaborazione del rapporto, è stata l’indagine OMS del 2014, che ha coinvolto anche l’Italia e ha focalizzato l’attenzione su varie tematiche fra cui: servizi igienici e igiene nelle scuole e asili nido, la qualità dell’aria indoor (IAQ) sempre in scuole e asili nido, la prevenzione delle malattie legate all’amianto.