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Rimozione polveri fini ed ultrafini: l’influenza della qualità dell’aria esterna su quella interna
25.05.2020

Il sistema di gestione della qualità dell’aria di un edificio, a maggior ragione se sito in aree urbane molto trafficate, deve controllare efficacemente le particelle ultrafini presenti ad alti livelli nell’aria esterna

In merito al problema relativo alla rimozione delle polveri fini ed ultrafini: per garantire un alto livello di Qualità dell’Aria Indoor nelle strutture è necessario considerare anche la qualità dell’aria esterna, poiché questa può avere un impatto notevole sulla prima.

Infatti è molto più probabile che l’aria esterna sia la causa dei problemi di qualità dell’aria indoor, rispetto alle fonti inquinanti all’interno di un edificio.

Il sistema di gestione della qualità dell’aria di un edificio, a maggior ragione se sito in aree urbane molto trafficate, deve controllare efficacemente le particelle ultrafini presenti ad alti livelli nell’aria esterna; in particolare le particelle generate dalla combustione di prodotti petrolchimici nei veicoli, negli impianti di riscaldamento ed industriali ecc.

La maggior parte delle recenti ricerche dimostrano che la pericolosità delle particelle ultrafini è dovuta alla loro capacità di captare i contaminanti in fase gassosa.  Le particelle ultrafini in atmosfera (UFP, diametro < 100 micron) sono state collegate agli effetti negativi sulla salute respiratoria e cardiovascolare (Oberdorster et al. 1992). Studi recenti hanno scoperto che le UFP possono entrare nel sistema circolatorio e depositarsi nel cervello, dimostrando un’elevata tossicità negli animali da laboratorio (Oberdorster et al. 2002, 2004).

Citiamo un documento pubblicato da National Institutes of Health (NIH):

“… il numero e il peso delle particelle contaminanti sono inversamente proporzionali: poche grandi particelle costituiscono la parte prevalente della massa, mentre i milioni di particelle ultrafini, che causano maggiori problemi di salute, costituiscono la maggior parte del conteggio delle particelle, ma solo una piccola frazione della massa. Le UFP hanno un’alta capacità di deposito polmonare e possono trasportare grandi quantità di inquinanti atmosferici tossici, assorbiti o condensati (gas ossidanti, composti organici, metalli di transizione) (Oberdorster, 2001)”.

Pertanto, è necessario controllare le particelle ultrafini negli ambienti a rischio.

Caso di Studio

I depuratori d’aria Dynamic V8 sono stati installati in un grande impianto di trattamento aria in un edificio per uffici di 10 piani in K Street, nel centro di Washington DC, a pochi isolati dalla Casa Bianca. (vedi scheda progetto) Il progetto faceva parte di un ampliamento e riqualificazione green dell’edificio. L’impianto di trattamento aria è stato installato due anni fa sul tetto dell’edificio e da allora i filtri non sono ancora stati sostituiti, con un aumento della perdita di carico in esercizio da 19,9 Pa a circa 74,7 Pa max.

L’edificio si trova in un ambiente urbano ad alto traffico. In simili applicazioni, l’aria esterna è una fonte significativa di inquinanti interni, in particolare le particelle ultrafini (quelle più piccole di 0,3 micron) e di pulviscolo carbonioso dei gas di scarico dei veicoli. L’aria esterna viene ventilata negli ambienti interni ad una velocità di 27-35 m³/h per persona.

Strumenti di analisi

Il particolato grezzo è stato misurato utilizzando un aetilometro Magee Scientific AE-42 con indicazione in nanogrammi/m3.  Il particolato ultrafine è stato misurato utilizzando un modello Kanomax 3800 per particelle tra 0,015 micron e 0,1 micron.  Il risultato è in particelle per cm3.

Metodo

Tutti i test sono stati effettuati nello stesso giorno per 5 ore.  In accordo con il Dr. Hansen di Magee Scientific, si è notato che nell’edificio l’unica sorgente di particolato grezzo proviene dall’esterno in quanto la sua fonte primaria è lo scarico dei veicoli. Lo stesso sarebbe vero, in misura minore, per le particelle ultrafini poiché la fonte primaria di queste è anche la combustione di sostanze organiche. Sono stati confrontati i livelli interni con quelli esterni.

L’aetilometro Kanomax è stato lasciato in posizioni specifiche per 20-50 minuti (questa unità esegue automaticamente la media dei dati raccolti ogni 5 min.).

Sono state rilevate le seguenti posizioni:Risultati Carbon TestCome si può osservare nella tabella precedente, i livelli interni erano inferiori del 79%-100% rispetto a quelli esterni. È importante notare che la pressurizzazione ha avuto un ruolo importante a causa del riscaldamento; infatti durante il primo test nelle ore di maggior irraggiamento solare, il sistema di riscaldamento immetteva negli ambienti meno aria, creando pressione negativa. Inoltre il basso isolamento degli infissi ha consentito l’immissione interna di alti livelli di particolato.

Nel tardo pomeriggio, quando è stata eseguita la seconda prova, il sole era tramontato, la temperatura esterna era inferiore ed occorreva maggiore aria calda che di conseguenza ha pressurizzato l’ambiente ostacolando l’infiltrazione di particelle dall’esterno.

Risultati Ultra-Fine Test

I livelli indoor di Pm ultrafine sono stati inferiori del 92% – 99% rispetto a quelli outdoor.

In conclusione

Come dimostrano i dati riportati, i sistemi di depurazione dell’aria Dynamic V8 sono stati molto efficaci nella rimozione di polveri fini ed ultrafini e le particelle originate da smog.

Questo studio è un ulteriore caso in cui i sistemi di depurazione dell’aria Dynamic V8 svolgono un ruolo importante nel garantire una buona qualità dell’aria nelle strutture ubicate nei centri urbani.

Contattateci per maggiori chiarimenti: info@airqm.it