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21.09.2023
L’indagine del The Guardian: quasi tutti in Europa respiriamo aria tossica

Il 98% degli europei respira aria inquinata altamente dannosa, causa di 400.000 morti all’anno.

trad. articolo The Guardian  – Matthew Taylor e Pamela Duncan – 20 sett 2023

Solo il 2% degli Europei respira aria entro i limiti delle linee guida dell’WHO per inquinamento da particolato fine, con 30 milioni che vivono in aree quattro volte superiori a tali limiti.

Guardian Design/Getty Images.

L’Europa sta affrontando una “grave crisi sanitaria pubblica”, con quasi tutti nel continente che vivono in aree con livelli pericolosi di inquinamento atmosferico ha rilevato un’indagine del The Guardian. L’analisi dei dati raccolti utilizzando una metodologia all’avanguardia, comprese immagini satellitari dettagliate e misurazioni da oltre 1400 stazioni di monitoraggio a terra, rivela un quadro terribile dell’aria sporca con il 98% delle persone che vivono in aree con inquinamento da particolato fine altamente dannoso che supera le linee guida del WHO. Quasi due terzi vivono in aree in cui la qualità dell’aria ha livelli di inquinamento più del doppio delle linee guida del WHO.

Il paese più colpito in Europa è la Macedonia del Nord. Quasi due terzi delle persone in tutto il paese vivono in aree con più di quattro volte le linee guida del WHO per PM2.5, mentre quattro aree hanno un inquinamento atmosferico quasi sei volte superiore, inclusa la capitale Skopje.

L’Europa Orientale e significativamente peggiore dell’Europa occidentale a parte l’Italia dove più di un terzo di coloro che vivono nella Pianura Padana e nelle aree circostanti nel nord del paese respirano un’aria che è quattro volte le indicazioni del WHO per il particolato aereo più pericoloso.

The Guardian ha collaborato con esperti di inquinamento per produrre una mappa interattiva che rivela le aree più colpite del continente. Le misurazioni si riferiscono al PM2.5 – minuscole particelle sospese nell’aria prodotte per lo più dalla combustione di combustibili fossili alcune delle quali possono passare attraverso i polmoni e nel flusso sanguigno colpendo quasi tutti gli organi del corpo. Le attuali linee guida del WHO stabiliscono che le concentrazioni medie annuali di PM2.5 non dovrebbero superare 5 microgrammi per metro cubo (µg/m3).

La nuova analisi ha rilevato che solo il 2% della popolazione europea vive in aree entro questo limite. Gli esperti affermano che l’inquinamento da PM2.5 provoca circa 400.000 morti all’anno in tutto il continente.

“Si tratta di una grave crisi di salute pubblica” ha affermato Roel Vermeulen, professore di epidemiologia ambientale all’Università di Utrecht che ha guidato il team di ricercatori in tutto il continente che ha compilato i dati. “Quello che vediamo abbastanza chiaramente che quasi tutti in Europa respirano aria malsana”.

Dai dati emerge inoltre:

Quasi tutti i residenti in sette paesi dell’Europa orientale

– Serbia, Romania, Albania, Macedonia del Nord, Polonia, Slovacchia ed Ungheria – hanno il doppio delle indicazioni del WHO

– Più della metà della popolazione della Macedonia del Nord e della Serbia vive con livelli quattro volte superiore a quelli stabiliti dal WHO

– In Germania, tre quarti della popolazione vive con più del doppio delle indicazioni del WHO. In Spagna questa cifra del 49% ed in Francia del 37%.

– In UK, tre quarti della popolazione vive in aree con l’esposizione fra uno e due volte le linee guida del WHO, con oltre un quarto oltre questo limite.

Quasi trenta milioni di europei stanno vivendo in aree con concentrazioni di piccole particelle che sono almeno quattro volte le linee guida del WHO. In Svezia al contrario non ci sono aree dove i livelli di PM2.5 raggiungono più del doppio delle indicazioni del WHO ed alcune aree nel nord della Scozia sono tra le poche in Europa a posizionarsi al di sotto di tale soglia.

Traffico, industria, riscaldamento domestico ed agricoltura sono le principali fonti di PM2.5 e l’impatto è spesso sproporzionato per le comunità più povere L’inquinamento dell’aria è diventato una questione chiave in Europa, con L’EU sotto pressione per fare più per contrastare la crescente crisi della salute pubblica. La scorsa settimana il Consiglio europeo ha votato per adottare le linee guida del WHO sul PM2.5 fino al 2035. La legge che dovrà essere finalizzata e negoziata in un dibattito nel Consiglio, dovrebbe fissare un limite giuridicamente vincolante con concentrazioni di PM2.5 di 5 µg/m³, inferiori rispetto agli attuali 25 µg/m³.

Ma gli esperti dicono che è urgente un’azione da prendere ora. Essi indicano crescenti prove che mostrano gli effetti dell’inquinamento dell’aria in tutti gli organi del corpo, collegati ad un’ampia gamma di problemi della salute, cardiaci, cancro, diabete, depressione, malattie mentali, cognitive e riduzione della natalità. Un recente studio ha scoperto che l’inquinamento dell’aria è responsabile di un milione di morti premature all’anno, un altro che i giovani che vivono in città hanno già milioni di particelle tossiche nei loro polmoni.

La dottoressa Anna Bogart, un esperto di inquinamento dell’aria al Dipartimento della Salute Pubblica americana, ha detto che le nuove analisi sono state cruciali per supportare l’informazione in merito all’aria inquinata ed i suoi effetti nel continente, che ha detto sono risultati in centinaia di migliaia di morti ogni anno.

“Queste morti sono prevedibili e la stima non deve includere milioni di casi di malattie non mortali, di casi con disabilità cronica, o imputabili a ricoveri ospedalieri o per effetti sulla salute derivanti da altri fattori inquinanti.

Bogart ha affermato che la mossa per inasprire i limiti dell’UE ha fornito ‘un’opportunità unica per essere audaci… e massimizzare i benefici per la salute pubblica per l’UE e oltre’.

Alcuni paesi e le città di tutta l’UE, tra cui Londra e Milano, stanno facendo passi da gigante per affrontare l’inquinamento atmosferico, dall’introduzione di zone a bassissime emissioni a programmi di riduzione del traffico e iniziative a piedi e in bicicletta. Ma gli esperti dicono che i politici devono agire con maggiore urgenza alla luce delle crescenti prove di danni

La ricerca ha anche dimostrato che all’interno dei paesi, le comunità più povere hanno maggiori probabilità di vivere in aree con il peggiore inquinamento atmosferico. Barbara Hoffmann, professoressa di epidemiologia ambientale all’Università di Düsseldorf, ha affermato che l’inquinamento atmosferico è un problema di ‘ingiustizia ambientale’.

I paesi più colpiti sono anche quelli con il reddito medio più basso, con poche eccezioni degne di nota: questo illustra il grado di ingiustizia ambientale che stiamo vivendo nell’UE. È urgentemente necessario ripulire l’aria in particolare in Est Europe per garantire pari opportunità per una vita sana in tutta l’UE”.

I dati sono stati completati da accademici dell’Università di Utrecht in Olanda e dallo Swiss Tropical and Public Health Institute come parte del progetto Expanse fondato dall’UE. Hanno utilizzato una combinazione di fonti, dai dati satellitari ad alta risoluzione, alle stazioni di monitoraggio dell’inquinamento e informazioni sull’uso del territorio, per modellare i livelli PM2,5 medi annui in tutta l’UE nel 2019. Affermano che i livelli di inquinamento non saranno significativamente diversi oggi, ma hanno aggiunto che potrebbero essere aree in cui sono state attuate misure antinquinamento rigorose che hanno visto qualche miglioramento. il risultato complessivo è uno dei quadri più accurati e completi finora disponibili sull’inquinamento atmosferico in tutto il continente.

Vermeulen ha affermato: ‘Questi sono i migliori dati disponibili al momento… Ora abbiamo bisogno che i politici siano audaci e ambiziosi e intraprendano i passi urgenti necessari per affrontare questa crisi’.

Articolo di Matthew Taylor e Pamela Duncan

pubblicato dal The Guardian mercoledì 20 settembre 2023

https://www.theguardian.com/environment/2023/sep/20/revealed-almost-everyone-in-europe-breathing-toxic-air?CMP=Share_AndroidApp_Other